Questo è stato Coach di Quartiere per me
Ciao a tutti, sono Alexander Ramirez, un coach entrato in gioco da poco più di un anno.
Sono venuto a conoscenza di Coach di Quartiere grazie a una presentazione fatta a scuola su questo progetto e, insieme a due amici coach, Nadia e Shadi, ho deciso di fare questo passo.
Sarò onesto e racconterò direttamente alcuni momenti significativi vissuti a Coach.
Ricordo in particolare una giornata in cui non ero molto sereno: non mi sentivo bene e tutto mi spingeva a tornare a casa. Invece ho fatto la scelta opposta e sono rimasto. E tutto ha preso una svolta inaspettata.
Alla fine della giornata avevo già legato con gli altri coach e con molti bambini. Uno in particolare, Shanon, un bambino molto dolce, non voleva allontanarsi da me ed era così felice che, al momento di andare via, era triste.
Un altro episodio memorabile è stato durante la giornata di martedì 28 aprile, quando si sono svolte delle piccole premiazioni per i bambini. Ho avuto modo di aiutare un bambino che non si sentiva molto bene, offrendogli una merenda che gli ha risollevato il morale.
Ma il momento più significativo è stato quando Shanon è arrivato da me triste perché non aveva vinto. Da coach ho cercato di tirargli su il morale, ma la cosa che mi ha colpito di più è stata un’altra.
Adam, un altro bambino straordinario, si è avvicinato e gli ha regalato una parte delle sue caramelle e una delle due macchinine che aveva vinto, anche se era quella che preferiva di più, dicendo:
“Non fa niente, l’importante è che quando eravamo insieme lui era contento.”
Sono rimasto così sorpreso che ho detto solo: “Bravo Adam!”
Sono episodi come questi che ti fanno capire che non si tratta più di te, ma degli altri, coach e bambini. E cambia tutto. Non ti chiedi più cosa puoi guadagnarci, ma cosa puoi dare.
Ti viene voglia di esserci davvero, per i bambini. E vedere scene come queste ti riempie d’orgoglio e ti conferma che stai facendo le cose nel modo giusto.
Ti fanno anche immaginare un possibile futuro per ognuno di loro, in cui, magari, ricordando questi momenti, sceglieranno a loro volta di aiutare qualcun altro. E chissà… forse succederà davvero. Questa è la speranza.
Oltre a queste esperienze, ho anche partecipato alla formazione come Aiuto Playmaker insieme alla mia amica coach Nadia. Siamo stati accolti calorosamente e coinvolti in una serie di attività divertenti che ci hanno aiutato a immedesimarci nel ruolo e a comprenderne meglio le responsabilità. È stata anche un’ottima occasione per conoscerci e condividere del tempo insieme.
Se devo essere sincero, definirei questa esperienza diversa, ma in senso positivo: qualcosa di nuovo, rinfrescante.
Coach di Quartiere non è solo far giocare i bambini dalle 16 alle 18 un giorno a settimana. È esserci davvero. È partecipare con loro, creare ricordi, divertirsi e costruire legami.
È un’opportunità di crescita, in cui puoi conoscere meglio te stesso e gli altri. È un momento in cui puoi fare una scelta: fare del bene e chiederti “Cosa posso fare per te?”
Questo è stato Coach di Quartiere per me, fino ad ora.


