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ASD e giovani: dalla ricerca di volontari alla costruzione di appartenenza

3 Giugno 2026
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ASD e giovani: dalla ricerca di volontari alla costruzione di appartenenza

Tra i temi più ricorrenti nel confronto con dirigenti sportivi, allenatori e responsabili di associazioni c’è sicuramente quello del coinvolgimento dei giovani.

Come fare in modo che ragazze e ragazzi continuino a frequentare la società sportiva? Come stimolarli a partecipare attivamente alla vita associativa? Come accompagnarli verso forme di responsabilità, volontariato e cittadinanza attiva?

È una domanda importante. Probabilmente una delle più importanti per il futuro dello sport.

La mia osservazione nasce da una prospettiva particolare. Chi mi segue sa che il mio punto di vista è fortemente orientato alla dimensione sociale dello sport. Per questo motivo affronterò il tema meno dal punto di vista agonistico e più da quello della partecipazione, dell’appartenenza e del coinvolgimento delle persone.

Esistono molte società sportive che svolgono un lavoro straordinario con i giovani. Realtà strutturate, capaci di attrarre e accompagnare centinaia di ragazzi ogni anno.

Eppure il tema resta aperto.

Il fenomeno del dropout sportivo continua a essere rilevante. I giovani sperimentano percorsi differenti, coltivano interessi molteplici, entrano ed escono dalle attività durante il proprio percorso di crescita. La loro vita è attraversata da una quantità di stimoli, opportunità e possibilità che rende il contesto profondamente diverso rispetto a quello che molti adulti hanno vissuto.

Per questo motivo faccio sempre fatica quando sento affermare che “i giovani non hanno più voglia di impegnarsi” oppure che “non vogliono più fare sport”.

La realtà che incontro quotidianamente racconta qualcosa di diverso.

Incontro giovani che desiderano sentirsi utili.

Giovani che cercano relazioni significative.
Giovani che vogliono essere ascoltati.
Giovani che desiderano contribuire a qualcosa che abbia un significato.

La domanda che mi pongo allora non riguarda tanto ciò che i giovani sono disposti a fare.

La domanda riguarda ciò che noi adulti siamo disposti a cambiare.

Siamo davvero convinti che le modalità che funzionavano venti o trent’anni fa siano sufficienti per coinvolgere le nuove generazioni?
Siamo disposti a ripensare linguaggi, ruoli, proposte e modelli organizzativi?
Siamo disponibili a costruire spazi nei quali i giovani possano sentirsi protagonisti e non semplicemente destinatari delle nostre iniziative?

Personalmente credo che la questione vada affrontata da questa prospettiva.

I telefoni, i social network, i cambiamenti culturali e le nuove abitudini rappresentano il contesto nel quale viviamo. Sono elementi che esistono e che caratterizzano il nostro tempo.

La vera sfida consiste nel comprendere come costruire proposte capaci di generare valore all’interno di questo contesto.

Coinvolgere i giovani oggi richiede intenzionalità.

Richiede competenze.
Richiede organizzazione.
Richiede una cura quotidiana.

Soprattutto richiede la volontà di investire tempo, energie e risorse in una relazione educativa che si costruisce nel tempo.

Lo Sport Welfare ci sta insegnando proprio questo.

Quando lo sport si apre alla comunità, quando crea occasioni di partecipazione, quando offre ai giovani la possibilità di contribuire attivamente alla vita del territorio, accade qualcosa di interessante: il coinvolgimento smette di essere una richiesta e diventa una conseguenza.

Le persone partecipano perché trovano significato.

Si attivano perché percepiscono fiducia.

Restano perché sentono di appartenere a qualcosa.

Noi possiamo portare soltanto la testimonianza della nostra esperienza con Coach di Quartiere.

Dal 2020 abbiamo coinvolto centinaia di giovani volontari in percorsi di cittadinanza attiva attraverso lo sport. Non esistono formule magiche. Esistono giornate entusiasmanti e giornate difficili. Esistono risultati che arrivano e risultati che richiedono tempo.

Esiste però una scelta precisa.

Quella di dedicare ogni giorno attenzione, energie e risorse alla crescita dei giovani.

Giorno dopo giorno.
Relazione dopo relazione.
Esperienza dopo esperienza.

Perché il coinvolgimento giovanile non nasce da un progetto.

Nasce dalla qualità delle opportunità che siamo capaci di costruire insieme a loro.

Se sei un’ASD e vuoi costruire una comunità sportiva più coinvolta e partecipativa, scopri Coach di Quartiere.Clicca qui.

 

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