Nel panorama odierno della sostenibilità aziendale, le imprese sono chiamate a integrare il concetto di responsabilità sociale nelle loro strategie. Con l’evoluzione delle normative e una crescente attenzione da parte degli stakeholder, è fondamentale che le aziende rispondano in modo concreto alle sfide sociali e ambientali. Uno degli strumenti più efficaci per attuare iniziative di responsabilità sociale è la collaborazione con il terzo settore, in particolare con organizzazioni sportive che lavorano per creare impatti sociali positivi.
Secondo un rapporto di Deloitte sulla responsabilità sociale d’impresa (RSI), le aziende che investono in progetti di impatto sociale attraverso partnership con il terzo settore riescono a migliorare la propria reputazione e a creare valore tangibile per le comunità in cui operano. L’uso dello sport come veicolo di inclusione sociale è emerso come una strategia di successo, in quanto lo sport rappresenta un potente strumento per abbattere barriere e favorire il benessere fisico e psicologico.
Lo sport come strumento di responsabilità sociale
Come abbiamo già avuto modo di scrivere, il legame tra sport e responsabilità sociale di impresa (RSI) si è rafforzato negli ultimi anni. L’inclusione di attività sportive nei programmi di RSI permette alle aziende di rispondere alle esigenze delle comunità locali, promuovendo l’inclusione, la salute e la coesione sociale. Le iniziative sportive non solo favoriscono il benessere dei partecipanti, ma migliorano anche l’immagine delle aziende, che si dimostrano impegnate nel sostenere cause sociali rilevanti.
Un esempio illuminante proviene dall’iniziativa di Nike, che ha lanciato il progetto “Made to Play”. Questo programma mira a offrire opportunità di attività fisica ai bambini di tutto il mondo, concentrandosi in particolare su contesti svantaggiati. Nike ha collaborato con scuole, ONG locali e governi per costruire infrastrutture sportive e formare insegnanti e coach, creando un impatto sociale duraturo. I risultati mostrano che i bambini coinvolti hanno non solo migliorato la loro salute fisica, ma anche le loro competenze sociali e il senso di appartenenza alla comunità.
Nike, attraverso Made to Play, ha dimostrato come un’iniziativa sportiva, ben progettata e integrata nella strategia di RSI, possa generare valore tangibile sia per le comunità che per l’azienda stessa. Questo tipo di progetti ha rafforzato la reputazione del brand come leader nella sostenibilità sociale e ha creato un legame forte con i clienti, che oggi valutano sempre più l’impegno etico delle aziende.
Collaborazioni tra aziende e terzo settore sportivo: Una strategia win-win
Le aziende che scelgono di collaborare con il terzo settore sportivo possono trarre vantaggi sia in termini di impatto sociale che di ritorno economico. Secondo il Global Impact Investing Network (GIIN), le imprese che investono in iniziative sociali hanno un tasso di crescita del valore d’impresa significativamente superiore rispetto a quelle che ignorano questi aspetti.
Le organizzazioni sportive no-profit, da parte loro, sono partner ideali per le aziende, poiché conoscono le dinamiche locali e hanno l’esperienza per gestire progetti di inclusione sociale e sportiva. Questo tipo di partnership permette alle aziende di:
- Implementare progetti di RSI autentici, con impatti misurabili nelle comunità locali.
- Ottimizzare le risorse interne, affidandosi all’expertise del terzo settore per la gestione dei programmi.
- Aumentare il coinvolgimento degli stakeholder, dimostrando un impegno reale verso le questioni sociali.
Collaborando con il terzo settore sportivo, le aziende possono contribuire a risolvere problemi sociali complessi, migliorare il benessere delle comunità e al contempo rafforzare la propria reputazione aziendale.
Coach di Quartiere: Una soluzione concreta per la RSI aziendale
Per tutta questa serie di motivi abbiamo voluto dotare Coach di Quartiere di funzioni professionali capaci di rispondere ai bisogni delle aziende che ricercano progetti ed azioni di Responsabilità sociale in cui investire. Coach di Quartiere utilizza lo sport come mezzo per promuovere l’inclusione sociale, è pensata per abbattere le barriere che spesso separano i giovani provenienti da contesti svantaggiati dalle opportunità di crescita e sviluppo personale.
Coach di Quartiere offre alle aziende una soluzione “chiavi in mano” per la loro strategia di responsabilità sociale, consentendo loro di supportare attività sportive gratuite per bambini e adolescenti. Il progetto coinvolge giovani volontari, i “coach”, che non solo si impegnano a insegnare attività sportive, ma diventano anche modelli di riferimento per i partecipanti, aiutando a creare un ambiente di crescita e integrazione.
Sostenere Coach di Quartiere consente alle aziende di:
- Generare un valore per la comunità per i suoi giovani, famiglie e bambini
- Contribuire all’ampliamento dei servizi di welfare di comunità
- Coinvolgere la popolazione aziendale con attività di volontariato o di partecipazione
In un mondo in cui l’impegno etico e sociale delle aziende è sempre più valorizzato, progetti come Coach di Quartiere offrono una soluzione concreta e attuabile per affrontare le sfide della responsabilità sociale di impresa, creando valore per l’azienda e per le comunità coinvolte.
Riassumendo, le collaborazioni tra aziende e il terzo settore sportivo rappresentano una delle soluzioni più efficaci per affrontare le sfide della responsabilità sociale d’impresa. Progetti come Coach di Quartiere dimostrano come lo sport possa essere utilizzato come strumento per generare impatti sociali positivi e creare comunità più resilienti e coese.
Le aziende che investono in queste iniziative non solo soddisfano i requisiti normativi e migliorano il loro profilo ESG, ma contribuiscono anche a costruire un futuro più inclusivo e sostenibile, dimostrando che il successo aziendale può andare di pari passo con il benessere sociale.